Matilde entra timida e forse un po’ impacciata in atelier. Si vede che é la sua prima volta tra gli abiti da sposa. La accompagna solo la mamma. Matilde ha riflettuto se portare anche qualche amica ma le è capitato, una volta, di accompagnare con un gruppo di amiche, una futura sposa in un rinomato atelier per la scelta dell’abito. Forse erano troppe, forse c’era più l’idea di passare un pomeriggio in compagnia ad imitare certi programmi TV. Così Matilde ha deciso che no!…la scelta dell’abito deve essere qualcosa di intimo, personale, speciale. Oggi vuole ascoltare solo sè stessa, il suo cuore. La mamma la terrà per mano in questa scelta come d’altronde ha sempre fatto per tutta la sua vita.

Mi racconta di non avere un’idea ben precisa del suo abito da sposa ma per il suo matrimonio vorrebbe ricreare le atmosfere dei paesaggi d’Irlanda, la meta di un viaggio speciale dove ha incontrato il suo Alen.

La cerimonia si svolgerà in mezzo ad un prato quindi il primo abito che le propongo è in stile vintage anni ’30, tutto in morbido pizzo con una profonda scollatura dietro…e davanti allo specchio già scattano le prime lacrime!

So,per esperienza, che nonostante le lacrime questo non sarà l’abito di Matilde, ma quelle lacrime serviranno a stemperare la tensione. Da qui in poi Matilde sarà più rilassata, più serena, più concentrata su ciò che vorrà essere quel giorno.

Seguono altri abiti sempre in stile boho-chic ma, anche se adatti ad un paio di piedi scalzi e ad un prato fiorito, manca sempre qualcosa.

Poi l’intuizione; il ricordo di antiche leggende celtiche popolate da fate dei boschi. A sorpresa le faccio indossare un abito ampio in tulle di seta. La gonna e il corpino sono cosparsi di fiori in organza lavorati in tridimensione e la luce di micro swarovsky appare e scompare ad ogni movimento del tessuto. Aggiungo al look una delicata coroncina di piccoli fiori bianchi su un acconciatura morbidissima e semiraccolta.

Matilde si guarda allo specchio sorpresa…in un primo momento vorrebbe dirmi che l’abito non è nello stile che lei voleva ma dura solo una frazione di secondo. Il secondo sguardo la vede raggiante! Non vede più lo specchio ma un prato, un meraviglioso cielo di nuvole bianche e tanti occhi che la guardano avanzare su un tappeto di petali.

E’ lui! Non vuole vedere altro, non vuole provare altro, non vorrebbe neanche più toglierlo. Non ci sono lacrime questa volta (quelle le lasciamo alla TV) ma un incontenibile entusiasmo e la fretta che quel giorno arrivi prima possibile.

Neanche la mamma riesce a smorzare l’entusiasmo di Matilde proponendole di fissare altre prove in altri atelier. Matilde è categorica: “…perderei tempo a provare altri abiti pensando solo a questo!”

Benvenuta Matilde nella tua favola celtica!